in quattro e quattr’otto

In quattro e quattr'otto...

si possono fare grandi buchi nell'acqua, quello sì; basta un sasso abbastanza grosso.

Mi lascia basito l'insistenza con la quale si possono seguire corsi di rilassamento a vita, di yoga a vita, di self-qualcosa a vita. Per carità di patria cito solo al volo le invenzioni di cubici furbastri con le loro formule da un minuto (un minuto di meditazione, un minuto di rilassamento, un minuto di nulla).

Il primo benefico spintone a uscirne andrebbe dato da chi insegna. Il punto non è rassicurare a intervalli e costi regolari, ma chiarire il problema, indicare il percorso e fornire gli strumenti necessari a cavarsela.

In dodici ore cambierò la mia voce e il mio modo di usarla? No, per farlo ti serviranno esercizio, attenzione e un po' di coraggio.
In dodici ore imparerò le tecniche necessarie, capirò le difficoltà che incontro, riuscirò a stanare le proibizioni fisiche o mentali che mi ostacolano? Sì, ed è molto.

Quali sono gli strumenti migliori? Quelli che funzionano, quelli che posso maneggiare in autonomia. Nessun musicita di talento ha mai fatto a meno di esercitarsi, anzi. Insegnare le tecniche, adattarle alla personalità dell'esecutore, testarne possibilità e talenti, aiutarlo a fare a meno di te: è l'unica via sensata all'insegnamento di qualunque disciplina.

In quattro e quattr'otto Roma sarebbe crollata dopo un paio di giorni.

Massimo Finelli

ma che c’entra la p…

Ma che c'entra la P...

Che c'entra la Psicologia con l'uso della voce?

Ho paura che gli altri possano facilmente sconfiggermi, scoraggiarmi, smontarmi?
Allora parlerò molto rapidamente, con timbro acuto e senza interrompermi, credendo che in questo modo non lascerò spazio alle obiezioni che temo.

Sospetto che le situazioni o le persone mi sfuggano di mano? Parlerò in modo aggressivo, scandendo troppo le parole, rovinandomi la voce mentre cerco di rendermi immune da cedimenti, come un muro solido e sordo.

La mia dizione è imprecisa, strascicata, mi mangio le parole...sembra strano ma ho anche difficoltà a condurre a termine un progetto.

Ho una voce poco potente, flebile e acuta. Mi serve a dichiarare al mondo che sono innocuo, provandomi a smontare in via precauzionale la presunta (da me) aggressività altrui. Ma temo proprio quella? Conosco la mia possibilità di aggredire? E se non fosse un male?

Vabbè, qui finiamo nella Psicologia...che c'entra?

Massimo Finelli