social media marketing e sprechi (prima parte)

Perché una piccola azienda non deve spendere soldi per fare Social Media Marketing? 

Perché non ti fa guadagnare. E, prima ancora, perché dovresti spendere troppi soldi per raggiungere un obiettivo che forse (poi me lo dirai tu alla fine) neanche ti interessa. Ma adesso dammi qualche articolo di tempo per argomentarti questa risposta.

C’è stato un tempo in cui esistevano i colossi, le multinazionali, gente con tanti soldi che commissionava ricerche di mercato. C’erano team di esperti che facevano statistiche, costruivano panel, ragionavano su campioni, eseguivano indagini. Tiravano conclusioni. Ripetevano tutto daccapo ad ogni evidenza di errore.

C’è stato un tempo in cui esistevano aziende leader di mercato guidate da singoli visionari o da squadre di manager capaci: creavano mercati, sollecitavano bisogni, soddisfacevano desideri.

C’è stato un tempo in cui fare Marketing era un lavoro piuttosto serio. Richiedeva competenza. Dovevi mandare a memoria Kotler con tutti i discendenti, gli affini e i concubini. Dovevi esercitarti. Dovevi sbagliare molto per imparare a sbagliare bene.

C’è stato un tempo. E c’è ancora.

Ancora funziona così. Nonostante l’inganno sia piuttosto difficile da percepire, la realtà è che continua a esistere un concetto di base: il Marketing lo fa chi sa farlo (e ha i soldi per farlo).

Focalizziamo un momento preciso dell’attività di Marketing: la targettizzazione, quando si stabiliscono i dati che specificano un individuo “tipo”, un essere umano al quale, più di ogni altro, il nostro prodotto/servizio risolverà un problema, regalerà un beneficio.

Ecco. Questo è un momento delicato, che può affondare il lancio di un utilissimo prodotto per la cura del corpo maschile “solo” perché scriviamo male il messaggio. Pensate a un dopobarba "dolce con te, più dolce con gli altri" (un fallimento annunciato). In alternativa potremmo aver scelto un target sbagliato: un dopobarba per hipster...

Perché succede?

Perché creare il proprio target di riferimento richiede un investimento di tempo e soldi. Quanti? Dipende: da chi siamo, dal nostro mercato di riferimento, da cosa proponiamo.

Il marketing, tutto insieme, corrisponde alla fase preparatoria di un tiro con l’arco: bersaglio montato e sistemato, preparazione atletica, esercizi di respirazione, concentrazione, scelta dell’arco più adatto alla nostra altezza, al nostro peso, al centro che abbiamo tracciato con una x sul bersaglio, le frecce giuste per l’arco, per noi, per quella x da raggiungere al centro del mercato.

Nel momento in cui la freccia si stacca dall’arco il Marketing fa un passo di lato e appare la Comunicazione (un mondo a parte, fatto di competenze e specializzazioni). La Vendita è il momento della verità. È l’attimo in cui la freccia spacca la x esattamente al centro. Dall’attimo successivo parte un ballo, che può essere un walzer o una samba o un tango. Marketing, comunicazione e vendita iniziano uno scambio ininterrotto di informazioni. Quanto più funzionerà il Sistema creato tanto più vivremo una spirale positiva, di crescita; anche la “crisi” diventerà opportunità di miglioramento.

Allora diventa chiaro che se ci troviamo in un agriturismo e vediamo un arco, delle frecce e un bersaglio, possiamo divertirci a tirare. Possiamo anche bendarci gli occhi e fare a gara a vedere chi è più bravo. Nel caso in cui uno del gruppo facesse centro a nessuno verrebbe in mente di mandarlo alle Olimpiadi. A tutti verrebbe in mente la stessa esclamazione, giusto? Qualcosa di simile a: ma guarda che...c(oincidenza fortunata)! (continua)

Nunzia Alfano

social media e sprechi

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